Bonus Domotica 2026: detrazione 50%, requisiti e come averla

4 Mag , 2026 - Uncategorized

Bonus Domotica 2026: detrazione 50%, requisiti e come averla

Il bonus domotica esiste anche nel 2026, ma con regole nuove rispetto al passato — e con qualche trappola procedurale che può far perdere l’intera detrazione. In questa guida trovi cosa copre davvero, quanto recuperi, quali requisiti tecnici deve avere l’impianto e i passaggi obbligatori, spiegati da chi questi sistemi li installa ogni giorno.

Quanto si recupera nel 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 le aliquote sono queste:

  • 50% per gli interventi sull’abitazione principale (dove hai residenza e dimora abituale)
  • 36% per gli altri immobili (seconde case, immobili a disposizione o affittati)

Il tetto massimo agevolabile è di 15.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi: su una spesa di 6.000 euro in prima casa, ad esempio, recuperi 3.000 euro, cioè 300 euro all’anno per dieci anni.

Due avvertenze importanti che spesso nessuno dice:

  1. Sconto in fattura e cessione del credito non esistono più per questi interventi: l’unica strada è la detrazione in dichiarazione. Diffida di chi ti promette il contrario.
  2. Serve capienza fiscale: se in un anno l’IRPEF che paghi è inferiore alla quota di detrazione, la parte eccedente va persa e non si recupera l’anno dopo. Per i redditi sopra i 75.000 euro, inoltre, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto tetti massimi complessivi alle detrazioni.

E un motivo per non rimandare: dal 2027 è previsto un ulteriore calo delle aliquote. Chi ha in programma l’intervento, ha convenienza a farlo quest’anno.

Attenzione: non copre tutta la domotica

Il punto più frainteso di tutti. Il “bonus domotica” non è un incentivo per la casa smart in generale: rientra nell’Ecobonus e copre solo i sistemi di building automation degli impianti termici — cioè quelli che gestiscono in automatico e da remoto:

  • il riscaldamento
  • la climatizzazione estiva
  • la produzione di acqua calda sanitaria

Luci comandate da app, tapparelle motorizzate, videocitofono smart, prese connesse: tutto bellissimo, ma da solo non rientra in questo bonus (può rientrare nel bonus ristrutturazioni se fa parte di un intervento edilizio più ampio — altro discorso, chiedici e ti orientiamo).

Non sono detraibili nemmeno smartphone, tablet o PC, anche se li usi per comandare l’impianto.

I requisiti tecnici (dove si gioca la detrazione)

Per essere agevolabile, il sistema installato deve rispettare la norma EN 15232 con classe almeno B, e deve garantire tre funzioni:

  1. Gestione automatica degli impianti termici (regolazione della temperatura in autonomia)
  2. Controllo da remoto: accensione, spegnimento e programmazione settimanale da app o interfaccia web
  3. Visualizzazione dei consumi energetici e delle condizioni di funzionamento

È qui che la scelta dell’installatore fa la differenza: un termostato smart da scaffale non basta di per sé — conta come l’intero sistema è configurato e documentato. I sistemi professionali come KNX e BTicino MyHOME, se progettati correttamente per la termoregolazione, soddisfano questi requisiti e hanno il vantaggio di integrare anche il resto della casa (luci, scenari, sicurezza) in un unico impianto: la parte termica va in detrazione, e la casa diventa smart per davvero.

L’immobile deve essere residenziale, esistente e già dotato di impianto termico.

[IVAN: aggiungi qui 2-3 righe su un impianto reale — es. “Su una villetta in zona Martesana abbiamo integrato la termoregolazione KNX con…” — anche senza cifre]

La procedura: tre passaggi obbligatori (sbagliarne uno = bonus perso)

  1. Bonifico parlante per Ecobonus, non un bonifico normale: deve riportare come causale il riferimento all’art. 1, comma 347, della Legge 296/2006, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori. È l’errore più comune in assoluto.
  2. Documentazione tecnica: la scheda tecnica del fornitore o l’asseverazione che attesta la classe EN 15232 del sistema. Per gli impianti di piccola taglia l’asseverazione può essere firmata direttamente dall’installatore abilitato — noi la prepariamo come parte del lavoro.
  3. Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori: si compila la scheda descrittiva dell’intervento sul portale ENEA e si conserva la ricevuta con il codice CPID, che è il documento che certifica il diritto alla detrazione.

Tutti i documenti (fatture, bonifici, schede tecniche, ricevuta ENEA) vanno conservati per eventuali controlli.

Il nostro consiglio

Il bonus rende l’investimento più leggero, ma la domotica termica conviene anche per il risparmio che genera ogni mese: una gestione intelligente di riscaldamento e climatizzazione riduce sensibilmente i consumi, perché scalda e raffresca solo quando e dove serve. Detrazione + bollette più basse: è uno dei pochi interventi che si ripaga due volte.

Se stai valutando l’intervento, ti conviene partire da un sopralluogo: verifichiamo l’impianto esistente, ti proponiamo la soluzione adatta (BTicino MyHOME, Living Now o KNX a seconda della casa) e ci occupiamo noi della documentazione tecnica necessaria per la detrazione. Per gli aspetti puramente fiscali (capienza, dichiarazione), il riferimento resta il tuo commercialista o CAF.


Domande frequenti

Il bonus domotica 2026 copre le luci e le tapparelle smart? No: copre solo la building automation degli impianti termici (riscaldamento, climatizzazione, acqua calda sanitaria). Altri dispositivi smart possono eventualmente rientrare nel bonus ristrutturazioni all’interno di lavori edilizi più ampi.

Quanto si detrae esattamente? Il 50% della spesa per l’abitazione principale, il 36% per gli altri immobili, entro il massimale di 15.000 euro agevolabili per unità immobiliare, recuperato in 10 anni in dichiarazione dei redditi.

Posso avere lo sconto in fattura? No, per questi interventi sconto in fattura e cessione del credito sono stati aboliti: l’unica modalità è la detrazione IRPEF in dichiarazione.

Un termostato smart comprato online rientra nel bonus? Solo se l’intero sistema rispetta i requisiti (classe EN 15232 almeno B, controllo remoto, programmazione, visualizzazione consumi), il pagamento avviene con bonifico parlante e viene fatta la comunicazione ENEA. Il fai-da-te qui è rischioso: un dettaglio sbagliato fa perdere tutta la detrazione.

Un impianto KNX o BTicino MyHOME rientra nel bonus? Sì, per la parte di termoregolazione, se progettato e documentato secondo i requisiti. È una delle strade migliori: la parte termica va in detrazione e l’impianto integra anche il resto della casa.

Chi prepara la documentazione tecnica? La scheda tecnica o l’asseverazione della classe EN 15232 la fornisce l’installatore (per i piccoli impianti può firmarla direttamente). La comunicazione ENEA va fatta entro 90 giorni dalla fine lavori; ti supportiamo noi nella preparazione.


Le informazioni fiscali riportate si basano sulla normativa in vigore a luglio 2026 (Legge di Bilancio 2026). Per la tua situazione specifica consulta sempre il tuo commercialista o CAF.

Pubblicato da Canale Impianti SRLS — impianti elettrici e domotica a Milano, Monza-Brianza

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