Bonus Sicurezza 2026: allarme detraibile al 50% senza lavori

5 Giu , 2026 - Uncategorized

Bonus Sicurezza 2026: allarme detraibile al 50% senza lavori

Vuoi installare un allarme, delle telecamere o una porta blindata? Nel 2026 lo Stato ti restituisce fino alla metà della spesa — e non serve avere una ristrutturazione in corso: basta l’intervento di sicurezza da solo. In questa guida trovi come funziona, cosa rientra davvero, e gli errori di procedura che fanno perdere l’intera detrazione.

Quanto si recupera

Il bonus sicurezza rientra nelle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del TUIR) e per il 2026 prevede:

  • 50% di detrazione per l’abitazione principale
  • 36% per seconde case e altri immobili
  • tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare (condiviso con eventuali altri lavori di ristrutturazione sullo stesso immobile)
  • recupero in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi

Esempio concreto: impianto d’allarme da 3.000 euro sulla prima casa → recuperi 1.500 euro, cioè 150 euro l’anno per dieci anni, scalati dall’IRPEF.

Perché muoversi quest’anno: l’aliquota del 50% sulla prima casa è confermata fino al 31 dicembre 2026 — dal 2027 è previsto il calo al 36%. Su un impianto medio, aspettare significa lasciare per strada diverse centinaia di euro.

Il punto che pochi sanno: non serve una ristrutturazione

A differenza di quanto molti credono, il bonus sicurezza è un intervento autonomo: la detrazione spetta anche per la sola installazione dell’allarme o delle telecamere, senza cantieri aperti, senza pratiche edilizie (per la maggior parte degli interventi non servono CILA o SCIA). L’unica condizione sostanziale è che i dispositivi siano installati in modo stabile e finalizzati alla prevenzione di furti e intrusioni.

E non riguarda solo i proprietari: possono detrarre anche affittuari e comodatari che sostengono la spesa, con il consenso del proprietario e fatture/bonifici intestati a loro.

Cosa rientra nel bonus

L’elenco è ampio e copre sia la sicurezza elettronica che quella passiva:

  • impianti di allarme e antifurto, cablati o wireless, con sensori e sirene
  • sistemi di videosorveglianza con telecamere interne ed esterne (attenzione: si detrae l’impianto, non il canone dell’istituto di vigilanza)
  • videocitofonia e controllo accessi evoluti
  • rilevatori di apertura ed effrazione sui serramenti
  • porte blindate o rinforzate, serrature di sicurezza, spioncini
  • grate, inferriate, cancellate e recinzioni
  • vetri antisfondamento, tapparelle metalliche con bloccaggi, casseforti a muro

Dettaglio utile per chi ha già un impianto: anche l’ampliamento di un sistema esistente (aggiunta di sensori, telecamere o una nuova centrale) è detraibile, purché migliori concretamente la protezione.

Vale anche per il condominio

Il bonus si applica anche agli interventi sulle parti comuni condominiali: videosorveglianza dell’ingresso e dei box, controllo accessi, videocitofonia. Il pagamento lo effettua l’amministratore con il codice fiscale del condominio, e ogni condomino detrae la propria quota in base ai millesimi — con un massimale che si moltiplica per il numero di unità dell’edificio. Per un condominio che subisce furti nei box o intrusioni nell’androne, è il momento giusto per portare la proposta in assemblea.

La procedura: dove si vince (o si perde) la detrazione

Qui il bonus è più semplice del cugino bonus domotica — non serve la pratica ENEA — ma il pagamento va fatto nel modo giusto:

  1. Bonifico parlante (bancario o postale), non un bonifico ordinario né carta o contanti. Nella causale devono comparire: il riferimento all’art. 16-bis del DPR 917/1986, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori.
  2. Fattura dettagliata: la descrizione dei lavori deve rendere chiaro che si tratta di un intervento di sicurezza, intestata alla stessa persona che fa il bonifico e che detrae.
  3. Conservazione dei documenti per 10 anni: fatture, ricevute dei bonifici e documentazione tecnica.

La detrazione si ottiene poi in dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), senza domande o portali da compilare.

L’errore classico? Pagare l’acconto con bonifico ordinario “tanto poi sistemiamo”: quella quota è persa. Per i nostri clienti prepariamo noi le istruzioni esatte per il bonifico prima di ogni pagamento.

Bonus sicurezza + bonus domotica: si possono avere entrambi

Se stai ristrutturando o rendendo smart la casa, i due bonus convivono: l’allarme e le telecamere vanno nel bonus sicurezza, la termoregolazione intelligente nel [bonus domotica](LINK ARTICOLO BONUS DOMOTICA) — ciascuno con la sua procedura e i suoi massimali. Un impianto ben progettato ti fa sfruttare entrambe le detrazioni sullo stesso intervento complessivo.

Da dove partire

Un impianto di sicurezza efficace non è un kit da scaffale: va progettato sui punti vulnerabili reali della casa — accessi, piano terra, box — e sulle abitudini di chi la vive. Installiamo sistemi Ajax Systems, tra le piattaforme wireless professionali più affidabili sul mercato, integrabili con videosorveglianza e domotica, e ti seguiamo su tutto il percorso: sopralluogo, progettazione, installazione e le indicazioni precise per non perdere un euro di detrazione. Per la parte fiscale (capienza, dichiarazione), il riferimento resta il tuo commercialista o CAF.


Domande frequenti

Serve una ristrutturazione in corso per avere il bonus sicurezza? No: è un intervento autonomo. Basta l’installazione dell’impianto di sicurezza, pagata con bonifico parlante e documentata correttamente.

Quanto si detrae nel 2026? Il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, su un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare, in 10 quote annuali. Dal 2027 l’aliquota sulla prima casa è prevista in calo al 36%.

L’abbonamento alla vigilanza privata è detraibile? No: si detraggono l’acquisto e l’installazione dell’impianto (telecamere comprese), ma non il canone periodico dell’istituto di vigilanza.

Sono in affitto: posso detrarre l’allarme? Sì, se sostieni tu la spesa con il consenso del proprietario e fatture e bonifici sono intestati a te. L’aliquota dipende dall’uso: 50% se è la tua abitazione principale.

Vale per la videosorveglianza del condominio? Sì: per le parti comuni paga l’amministratore con il codice fiscale del condominio e ogni condomino detrae la propria quota millesimale.

Posso ampliare un allarme che ho già e detrarre la spesa? Sì: l’aggiunta di sensori, telecamere o una nuova centrale a un impianto esistente è detraibile, purché migliori concretamente la protezione dell’immobile.

Serve la comunicazione ENEA come per il bonus domotica? No, per gli interventi di sola sicurezza non è richiesta: bastano bonifico parlante, fatture e conservazione dei documenti.


Le informazioni fiscali riportate si basano sulla normativa in vigore a luglio 2026. Per la tua situazione specifica consulta sempre il tuo commercialista o CAF.

Pubblicato da Canale Impianti SRLS — impianti elettrici, domotica e sicurezza a Milano, Monza-Brianza

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